Dallara Stradale: il sigillo del successo di una PMI tutta italiana

Di Maurizio Quarta
Intervista ad Andrea Pontremoli, CEO e General Manager di Dallara Automobili

Premessa
Nei mesi scorsi abbiamo intervistato su queste pagine Andrea Pontremoli, parlando soprattutto di motorismo sportivo; grazie alla sua disponibilità e cortesia abbiamo fatto una seconda intervista, dai contenuti più aziendali legati alla sua esperienza di manager e imprenditore, in uscita su Direzione del Personale di AIDP. Abbiamo deciso di condividere gli interessanti spunti emersi con i lettori di Suissemotorsport, anche alla luce della recentissima presentazione della Dallara Stradale.

Nella storia del motorismo sportivo molti sono i marchi successo sviluppati dal genio di un supertecnico e poi scomparsi del tutto (o acquisiti da altri): Lotus, Tyrrell, Brawn GP. Con poche eccezioni eccezioni positive: Ferrari, Williams e Dallara.

Dallara Automobili è stata fondata nel 1972 da Gian Paolo Dallara, ingegnere aeronautico, a Varano Melegari in piena Motor Valley. Dalla sua fabbrica sono uscite auto di F3, Formula Indy (vinta nel 1999 e 2006), World Series, Le Mans, GP2 e GP3, per finire con la F1 (l’americana Haas).
La Dallara di oggi è il frutto di un’accurata pianificazione del proprio percorso di crescita, una delle cui chiavi sta nel connubio con Andrea Pontremoli, ex CEO di IBM Italia, all’epoca da molti giudicato impossibile.

Con Pontremoli abbiamo cercato di capire il successo di una PMI emiliana sulle piste di tutto il mondo e negli USA in particolare, attraverso le leve della continuità familiare, dell’apporto manageriale esterno e della capacità di fare sistema. E per cominciare, ci siamo fatti raccontare la nuova Dallara Stradale.

Dallara Stradale – il coronamento di un sogno

D. Come racconterebbe in poche parole la Dallara Stradale?
R. La Dallara Stradale non e’ una vettura, ma il coronamento di un sogno su cui abbiamo lavorato negli ultimi 30 mesi con una passione incredibile insieme ai nostri Partner sotto la Direzione di Giampaolo Dallara. Per noi e’ stata una soddisfazione straordinaria poter presentare la Dallara Stradale non come annuncio di un prodotto futuro, bensi’ la partecipazione di amici ad un evento: la consegna delle prime quattro vetture ai Clienti e vorrei sottolineare che la parola Clienti non e’ propriamente corretta le persone che hanno acquistato la Dallara Stradale hanno finanziato il sogno insieme a noi e come tali partecipano al Progetto. Il principio ispiratore della Dallara Stradale e’, il viaggio per il viaggio, il puro piacere di andare a fare un giro senza meta”.

La vettura

Nella configurazione di base la Dallara Stradale è una barchetta senza portiere, come le monoposto da competizione. Può essere personalizzata in configurazione roadster con l’aggiunta del parabrezza. Aggiungendo un T-Frame, la vettura diventa targa. E con l’ulteriore aggiunta di due porte con l’apertura ad ala di gabbiano, la vettura diventa un coupé. Per chi vuole utilizzare la vettura prevalentemente in pista, è prevista l’installazione di un’ala posteriore che permette di raggiungere eccezionali livelli di carico aerodinamico.
Le personalizzazioni della vettura in ottica prestazione non si limitano alla sola aggiunta dell’ala posteriore, ma è possibile installare sospensioni regolabili che consentono di abbassare la vettura in assetto pista garantendo un elevato standard di comfort in qualsiasi condizione.
La Dallara Stradale prevede un cambio manuale a sei rapporti, ma tra gli equipaggiamenti opzionali è previsto un sistema “paddle-shift” per la robotizzazione del cambio che minimizza il tempo di cambiata.
Grazie al peso contenuto, a uno studio accurato della dinamica del veicolo e all’elevato carico aerodinamico, le prestazioni sono da vera e propria vettura da competizione: ade esempio, il coefficiente di carico aerodinamico ottenuto, grazie allo sviluppo virtuale al CFD e a numerose sessioni di Galleria del Vento, consente di ottenere valori di carico verticale (downforce), fra i più elevati tra le vetture GT stradali (più di 820kg @ Vmax).
La Dallara Stradale è dotata dei più moderni sistemi di controllo di stabilità ESP Bosch (che include ABS-EBD-TCS-VDC) per garantire un eccellente controllo della vettura in tutte le condizioni d’uso. Il motopropulsore è un 4 cilindri 2.3L sovralimentato in grado di erogare 400 CV, frutto della accurata selezione e ottimizzazione della componentistica motore, abbinata al sistema di controllo elettronico sviluppato in stretta collaborazione con Bosch.
Il primo prototipo marciante è stato presentato il 16 novembre dello scorso anno, data in cui l’Ing. Dallara ha compiuto 80 anni e il 16 novembre 2017 sono iniziate le consegne.

La continuità in una PMI familiare

D. Quali elementi sono alla base del suo percorso da manager a imprenditore?
R. Certamente non influenze di natura familiare, anche se da mio padre, che faceva il mugnaio, ho assimilato un grande valore: tutto quello che hai te lo devi guadagnare imparando e lavorando. A questo aggiungo un’innata curiosità intellettuale, che ha trovato modo di svilupparsi grazie anche alle tante opportunità di crescita che gli anni in IBM hanno reso possibile.

D. Competenze e qualità per essere un imprenditore di successo?
R. Sono sostanzialmente convinto che le competenze si costruiscano col tempo: in questa logica si inquadra il Master che dirigo a Bologna e che si indirizza soprattutto alle PMI. Parlando di qualità, potrò sembrare anacronistico, ma ritengo che pesino molto più quelle morali ed etiche di quelle tecnico-pratiche, che l’imprenditore deve essere capace di trasferire alla sua azienda.
In Dallara ho avuto la fortuna di trovare questi principi: l’azienda come valore da preservare e aumentare nel tempo, con la coscienza e la consapevolezza di essere un “pezzo” del passaggio; la presenza di valori personali forti, e particolarmente necessari in un periodo di crisi, quali la solidarietà e la generosità.
Soprattutto l’imprenditore deve saper essere un leader: se il manager deve essere bravo a spingere, l’imprenditore deve essere bravo a trascinare.

D. Imprenditore – manager – dipendenti: come creare un circolo virtuoso?
R. “Fai quello che dici di fare”, in buona sostanza “dai l’esempio”. Sembra banale, ma sta tutto in quelle parole. Se l’imprenditore è capace di trasmettere questa filosofia alle persone, queste a loro volta la fanno propria e le danno forza con il loro esempio e il loro lavoro, dando avvio ad una spirale che non può che essere positiva.

D. Suggerimenti per le PMI?
R. Devi essere capace di distinguerti, l’”anch’io” non funziona, anche perché troverai sempre il cinese di turno con cui non potrai competere. E’ esattamente quello che facciamo in Dallara: tre cose sappiamo fare e su quelle tre cose vogliamo competere nel mondo, investendo e reinvestendo su di esse per poter contare su un know how sempre più unico e sempre più distintivo. Se sei una PMI e hai risorse limitate, non puoi pensare di fare tutto: se ti chiedono cosa fai, e per rispondere ti ci vogliono più di 15 secondi, vuol dire che hai un problema ….

D. Il concetto chiave per sintetizzare matrimonio?
R: Territorio, inteso in tutte le sue sfumature: la diffusa imprenditorialità che si realizza attraverso un’ampia rete di piccole e medie imprese, l’innovazione e la tecnologia trasferita attraverso un sistema educativo di qualita’ ed infine le Istituzioni che accompagnano il Territorio guardando al futuro e non al passato.
Provengo dalla stessa regione ed è fuor di dubbio che io ami la tecnologia. Sono stato però anche attratto dall’opportunità, come azionista di Dallara, di far parte di questa comunità di imprenditori, per i quali ho sempre nutrito un genuino interesse.
Superfluo dire che la chimica personale con il fondatore funzionava già bene, dopo essere stata testata in una sorta di lungo corteggiamento: già da alcuni anni Dallara mi solleticava sul suo bisogno di una persona capace con la quale gestire il delicato tema del passaggio generazionale, non verso la prossima, bensì verso la generazione successiva,
Abbiamo anche scoperto di essere fortemente complementari: Dallara ama la tecnica in tutti i suoi aspetti, fino al più piccolo dettaglio, e di questo tende ad occuparsi, in un contesto però ben organizzato e in crescita dove io mi occupo di questioni “banali” come la pianificazione, il personale e le problematiche economico/finanziarie.

D. Dallara può essere considerato come il prototipo della tipica PMI italiana che, ad un certo punto del suo percorso di sviluppo, necessita di elevate competenze manageriali …
R. Senza dubbio: uno dei tipici punti deboli di molte PMI nel campo dell’automobilismo, e non solo, è proprio la mancanza di management di elevato spessore e seniority necessario per consolidare una crescita basata sull’intuizione dell’imprenditore e per gestire la transizione da artigianato di alto livello a impresa industriale e dare continuità al business.

D. Cosa ha trovato in Dallara?
R. Competenza e know how illimitati: sono dei veri e propri geni. A loro volta, in me hanno trovato una persona capace di aiutarli, sostenerli e che non sia in concorrenza con loro. È stato un piacere unirsi al gruppo. Ho trovato anche un ambiente nel quale il passaggio dalla decisione all’azione è molto breve e rapido. Infine, è emozionante sapere che ogni fine settimana oltre 300 auto Dallara corrono in ogni angolo del mondo.

In salto in USA

D. Dallara ha un rapporto privilegiato con gli USA, frutto di una strategia di lungo periodo: i media italiani hanno però dato più evidenza a Mario Andretti che fa il taxista a Donald Trump su una vostra vettura o a Mike Pence che lancia la sua campagna elettorale nel vostro stabilimento …
Confesso che la cosa mi ha dato molto fastidio, per il fatto di aver privilegiato il gossip, rispetto alla tanta sostanza che c’è dietro.
Mike Pence, indipendentemente dal partito che rappresenta, è una grande persona. Credo sia importante sottolineare l’approccio americano al concetto di governo locale. Da questo punto di vista, la logica di Pence (ma anche del suo predecessore e presumibilmente del suo successore), è estremamente lineare e consequenziale: l’elezione è di fondo legata a due fattori, l’aumento dell’occupazione e l’aumento dello stipendio medio”. L’economia dello stato dell’Indiana poggia su tre piloni: agricoltura, life science (es. Eli Lilly), motorsport (Indianapolis).

D. In che modo lo stato ha favorito il vostro insediamento?
Direi in quasi tutti i modi possibili, attraverso aiuti economici, politici e anche “fisici”. Giusto per dare qualche esempio: tre anni di tasse pagate dai dipendenti sono state concesse come agevolazione fiscale a Dallara; sono state costruite delle strade “all’europea”, con tanto di rotonda; due vecchie strutture industriali sono state rase al suolo per preparare il nuovo sito.
Dallara è interessante per lo stato dell’Indiana per il suo modello di rete: a noi è infatti seguita OMR di Brescia, che produce telai per Ferrari e cambi per GM e Chrysler) , e che ha potuto godere delle stesse nostre incentivazioni.

Saper fare sistema

D. Un approccio di sistema che anche in Italia tendete ad applicare con successo …
Sono un convinto assertore del fatto che oggi la competizione non sia più tra singole aziende, bensì tra sistemi territoriali. La nostra regione, nella cosiddetta Motor Valley, ha una concentrazione di competenze, conoscenze, reputazione e presenza di mercato che ben poche altre zone al mondo possono vantare nel mondo dei motori.

D. Parliamo della Motorvehicle University of Emilia-Romagna (MUNER), di cui è Presidente …
Si tratta di un progetto formativo unico nel suo genere in Italia e all’estero, voluto dalla Regione Emilia Romagna, che vede coinvolte le sue quattro università (Bologna, Ferrara, Modena-Reggio Emilia, Parma) e le otto case motoristiche (Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas, Magneti Marelli, Maserati e Toro Rosso) del nostro territorio, in una sorta di hub che punta ad attrarre talenti da tutto il mondo con l’obiettivo di creare gli ingegneri di domani, in tutti i campi legati al mondo dei motori (stradali, da competizione, sostenibili, etc.).
Il tutto si concretizzerà inizialmente in sei corsi di laurea raggruppati in due lauree magistrali internazionali e inter-ateneo, con corsi completamente in inglese che prenderanno il via nell’ anno accademico 2017/2018; anche i docenti saranno selezionati attraverso un bando internazionale.

D. Con l’accademia, lei ha un rapporto particolare …
Verissimo: sono infatti uno dei padri, e attuale direttore, del Master Executive in Innovazione e Tecnologia presso l’Università di Bologna. Come parte di questa comunità ho quindi a cuore i nostri fornitori che stanno crescendo con noi: è un po’ il nostro modo di intendere il concetto di CSR, di responsabilità sociale d’impresa.

D. La tecnologia e il know how di Dallara, oltre alla F1 e alla Formula Indy, stanno dietro altre vetture di grande prestigio …
Su tutte Bugatti, con cui operiamo da molti anni e che rappresenta il nostro cliente più grande, per cui costruiremo vetture per i prossimi sette anni. Parliamo di una vettura capace di sviluppare circa 1.500 cavalli e di superare i 400 km/h di velocità di punta. Le vetture verranno assemblate nell’atelier dedicato sito nel castello di Ettore Bugatti che è stato acquistato allo scopo.
Per Lamborghini, lavoriamo allo sviluppo della macchina per il motorsport e GT3, per la Porsche 918 siamo riparatore esclusivo per le scocche in fibra di carbonio, lavoriamo per Ferrari ed altre Aziende che non possiamo menzionare per rapporti di confidenzialita’.

D. Anche in F1 con Haas avete lavorato nell’ottica di fare sistema …
Si tratta infatti di un progetto complesso sviluppato tra Kannapolis (USA), Oxfordshire e Motor Valley su tre poli operativi: la struttura operativa del team in UK, Ferrari che fornisce il powertrain ed altri componenti e Dallara che fornisce il telaio e si occupa dello sviluppo aerodinamico sotto la direzione di due manager di Haas.

Credit: FOTO DALLARA